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Guida

Come fare lo spoglio di una sceneggiatura

Lo spoglio trasforma il copione in un elenco di cose da trovare, persone da chiamare e luoghi da prenotare. È il primo lavoro di produzione, e quello da cui dipendono tutti gli altri.

Aggiornata il · 2 minuti di lettura

Che cos’è

Fare lo spoglio (in inglese script breakdown) significa leggere la sceneggiatura una scena alla volta e annotare tutto quello che serve per girarla. Alla fine, per ogni scena, hai una scheda; e sommando le schede hai l’elenco completo del film: quanti attori, quante comparse, quali location, quali oggetti, quali veicoli, quale attrezzatura speciale.

Lo spoglio serve a tre cose: costruire il piano di lavorazione, fare il budget, e dare a ogni reparto la sua lista.

Prima di cominciare

  • Usa una versione della sceneggiatura bloccata, con le scene numerate.
  • Leggila tutta una volta senza segnare niente, per capire la storia.
  • Poi rileggila scena per scena, con calma: lo spoglio si fa sulla seconda lettura.

Cosa segnare, scena per scena

Per ogni scena si compila una scheda con l’intestazione (numero, interno o esterno, luogo, giorno o notte), la lunghezza in ottavi di pagina e una riga di riassunto. Poi le categorie. Le più usate:

  • Cast: i personaggi che parlano o hanno un’azione precisa.
  • Comparse: le persone sullo sfondo, con il numero («una ventina di persone»).
  • Oggetti di scena: tutto quello che un attore tocca o usa.
  • Arredamento: quello che sta nel set ma nessuno usa.
  • Costumi e trucco, soprattutto quando cambiano (sangue, sporco, invecchiamento).
  • Veicoli e animali.
  • Effetti: speciali sul set, o visivi in post-produzione.
  • Attrezzatura speciale: drone, gru, carrello, acqua, fumo.
  • Suono: musica in scena, playback.

Sulla carta, ogni categoria si evidenzia con un colore diverso. Le convenzioni cambiano da produzione a produzione: l’importante è usare sempre le stesse.

Gli ottavi di pagina

Ogni pagina si divide in otto parti di circa un pollice. Una scena di tre righe vale 1/8, una di una pagina e mezza 1 4/8. Gli ottavi danno un’idea rapida del peso di una scena, anche se non dicono tutto: una scena d’azione di 2/8 può durare più di una di dialogo di 3 pagine.

Leggere anche quello che non è scritto

Lo spoglio fatto bene vede le cose implicite. Se un personaggio «torna a casa bagnato», serve un costume di ricambio. Se la scena è un pranzo, serve da mangiare per tutte le riprese, non per una. Se fuori dalla finestra «nevica», qualcuno deve farla nevicare.

Dopo lo spoglio

Con le schede pronte si raggruppano le scene e si costruisce il piano di lavorazione; ogni reparto riceve la sua lista; la produzione fa il budget. Se la sceneggiatura cambia, lo spoglio va aggiornato: per questo conviene che sia legato alle scene, e non un foglio a parte.

Farlo con RECmaker

In RECmaker lo spoglio comincia mentre scrivi: personaggi, luoghi, momento della giornata e comparse vengono riconosciuti dal testo, e ogni scena ha la sua scheda accanto al copione. Tutto finisce in «Da preparare», diviso in cose da procurare, persone, luoghi e attrezzatura, con in evidenza quello che manca.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra spoglio e piano di lavorazione?

Lo spoglio elenca cosa serve per ogni scena; il piano di lavorazione decide quando si gira ogni scena. Prima si fa lo spoglio, poi il piano.

Cosa vuol dire 3/8 di pagina?

Che la scena occupa tre ottavi di una pagina di sceneggiatura, circa tre pollici. Gli ottavi sono l’unità con cui si misura la lunghezza delle scene in produzione.

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